
Ho passato gli ultimi due mesi sul cucuzzolo della montagna, consumando scorte razionate, nell'attesa che passasse la tormenta e si aprisse la via la picco successivo.
Credo di aver gestito l'attesa abbastanza bene: recuperando energie, sistemando l'attrezzatura e studiando la cartografia per scoprire e preparare altre vie, forse avrei potuto fare ancora di più, ma ormai é tardi per attuale, é una speculazione che potrebbe servire in futuro, ma non risolve il problema dell'oggi.
Si perché la tormenta ha fatto la sua: ha tappato, bloccato la salita al picco successivo e non é pensabile attendere che torni ad aprirsi o spendere ulteriori energie nel provare ad aprirlo. L'attesa ha comportato un'ingente dispendio di forze, investire in un allungamento dell'attesa prosciugherebbe quelle destinate al ritorno.
A questo punto, non ci sono alternative: bisogna creare. É necessario usare tutta l'energia potenziale accumulata nella preparazione, nell'attesa voglia di raggiungere le cime più alte ed essere creativi.
C'é poco da fare, l'aspirazione é grande, la consapevolezza di se e della possibilità di raggiungere cime più alte é forte quindi, avanti.
Ora resta una sola cosa da fare: proteggere la mente affinché sia sempre pronta e brillante, abbandonando i carichi inutili e selezionando al meglio le difficoltà che affrontare di volta in volta fino a giungere alla cima.
Certo, si potrebbe sempre tornare indietro, ma si tratta di un'ipotesi che semplicemente non é accettabile.