sabato 5 giugno 2010

Sospeso sul cucuzzolo

[Bolla di accompagnamento
per una missiva che scende,
le Ande, attraversa l'oceano
e giunge tra Bacchiglione e
Brenta]



Ho passato gli ultimi due mesi sul cucuzzolo della montagna, consumando scorte razionate, nell'attesa che passasse la tormenta e si aprisse la via la picco successivo.

Credo di aver gestito l'attesa abbastanza bene: recuperando energie, sistemando l'attrezzatura e studiando la cartografia per scoprire e preparare altre vie, forse avrei potuto fare ancora di più, ma ormai é tardi per attuale, é una speculazione che potrebbe servire in futuro, ma non risolve il problema dell'oggi.

Si perché la tormenta ha fatto la sua: ha tappato, bloccato la salita al picco successivo e non é pensabile attendere che torni ad aprirsi o spendere ulteriori energie nel provare ad aprirlo. L'attesa ha comportato un'ingente dispendio di forze, investire in un allungamento dell'attesa prosciugherebbe quelle destinate al ritorno.

A questo punto, non ci sono alternative: bisogna creare. É necessario usare tutta l'energia potenziale accumulata nella preparazione, nell'attesa voglia di raggiungere le cime più alte ed essere creativi.

C'é poco da fare, l'aspirazione é grande, la consapevolezza di se e della possibilità di raggiungere cime più alte é forte quindi, avanti.

Ora resta una sola cosa da fare: proteggere la mente affinché sia sempre pronta e brillante, abbandonando i carichi inutili e selezionando al meglio le difficoltà che affrontare di volta in volta fino a giungere alla cima.

Certo, si potrebbe sempre tornare indietro, ma si tratta di un'ipotesi che semplicemente non é accettabile.

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